PIÙ CONTROLLI E PIÙ SPIRITO DI SQUADRA PER UN BASKET PIÙ FORTE

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Premessa d’obbligo, citando il titolo di un romanzo di Paolo Sorrentino, fresco vincitore in qualità di regista dell’Oscar con il suo film “La grande bellezza”: hanno tutti ragione.

E cioè: mi accingo a fare qualche riflessione, con il mio solito modo franco e schietto, e so benissimo che tutti gli “attori” (nel senso di persone che agiscono) del movimento del basket italiano, che si sentiranno chiamati in causa, alzeranno il sopracciglio e tireranno su il ditino.

Ma io sono così: devo dire come la penso, in modo che quelli che compongono lo zoccolo duro del movimento cestistico italiano – gli appassionati, che pagano il biglietto e lo rendono un fenomeno appetibile con il loro interesse – possano capirmi.

Perciò lo dico prima: “hanno tutti ragione”. E cioè, tutti quelli che diranno “sì, ma…”, “no, però…” e altre distinzioni varie hanno ragione. Quindi non perdano il loro tempo prezioso a tirarmi la giacca, ma pensino a fare il loro lavoro per il bene del basket italiano.

Parliamo di chiusure anticipate e di stati di sofferenza. Parliamo di società che hanno problemi dichiarati e altre che, addirittura, non ce l’hanno fatta a portare a termine il campionato.

Siena e Montegranaro in Serie A hanno problemi, Lucca in Silver è sparita, la Pall. Benevento in DNC è sparita. Situazioni preoccupanti che devono farci riflettere.

Non posso – e non ne sarei capace –  fare un trattato relativo a cosa ha portato a questo stato di cose, ma posso – vivendo da anni nel mondo del basket – provare a dare il mio contributo fatto di proposte, affinché queste cose tendano allo zero e cioè non accadano più.

Riassumo il mio pensiero e quindi le mie proposte in due “più”: più controlli e più spirito di squadra.

Più controlli, affinché gli enti preposti vigilino con occhio attento e oggettivo, per evitare – prevenendoli – tracolli.

Più spirito di squadra, affinché le società che compongono le due leghe (Serie A e LNP) siano più coese e facciano fronte comune. L’ipotesi della NBA è forse irraggiungibile ed è un sogno pensare che – faccio solo un esempio – i 30mila euro di Lucca poteva anticiparli la Lega, intesa nel suo senso più ampio di unione di squadre che hanno un interesse comune da perseguire e tengono alla loro onorabilità, ma serve di certo un ulteriore salto di qualità del modo di stare insieme all’interno di una lega.

Dunque più mutuo soccorso e migliore comunicazione fra i singoli componenti (le società) per leghe più forti e attive, che possano così andare oltre un ruolo che spesso rischia di sovrapporsi a quello federale.

Un esempio? Meglio fidejussioni più corpose – citando il presidente Curioni, ex presidente di Lega LNP – che accanirsi sulla capienza dei palazzetti, perché è meglio iniziare dalla solidità di un club e dalla sua solvibilità.

A tutti noi il compito di lavorare alacremente per migliorare il basket italiano.

Mario Boni

Author: Giba

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