GIBA Magazine. Numero 1 del 3 dicembre 2013.

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GIBA Magazine
Numero 1 del 3 dicembre 2013

SOMMARIO

Editoriale
DOVE VOGLIAMO ANDARE
Alessandro Marzoli
, Presidente GIBA.

Basket e Risparmio
BANCA GENERALI IN CAMPO CON GIBA
Siglata una nuova partnership tra GIBA e l’istituto triestino.

Basket e Dilettanti
COME FUNZIONA LA TASSAZIONE DEI COMPENSI
Domenico Zinnari, Avvocato.

GIBAmici
ACHILLE POLONARA

GIBA e Europa
LE ASSOCIAZIONI DI CUI GIBA E’ PARTE ATTIVA
Anne-Marie Litt, Segretario Generale GIBA.

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Editoriale
DOVE VOGLIAMO ANDARE

Boni e Marzoli

3 dicembre 2012. L’assemblea dei giocatori di basket decide di cambiare, dopo tanti anni, la governance della GIBA.
3 dicembre 2013. Esce questo primo numero di GIBA Magazine, perché sapere da dove siamo partiti ci permette di vedere dove vogliamo andare.

Sono stati 12 mesi bellissimi. Difficili, come ci aspettavamo, ma bellissimi.
In una pallacanestro che cambia forma e soffre enormemente, rappresentare le giocatrici e i giocatori è qualcosa di straordinario. È un onore, una sfida, un’avventura, una lotta continua contro un sistema in cui ognuno guarda quasi solo all’interesse della sua parte.
Consigli direttivi, incontri, assemblee in giro per l’Italia. Negli spogliatoi, sul parquet, ai tornei estivi nei playground, ai raduni delle Nazionali.

Il primo obiettivo che ci eravamo posti lo abbiamo raggiunto: restituire la GIBA ai giocatori e cioè a chi deve avere voce in capitolo nelle scelte.

Abbiamo alzato i toni con tutti, con educazione, nella consapevolezza di poterlo fare in quanto liberi e di doverlo fare per necessità. Per far capire quanto forti sono le nostre difficoltà.
Abbiamo detto alla FIP che i parametri sono troppo alti, alla Lega di Serie A che gli Italiani meritano più spazio, alla nuova LNP che chiamare i giocatori “dilettanti” non può significare lasciarli senza tutele.
Abbiamo abbassato le quote di iscrizione, dalla DNA Gold in giù, di oltre il 60%, perché la crisi vale soprattutto per gli atleti. E noi lo sappiamo.

Abbiamo sottoscritto una convenzione importante con la LNP, di cui chiediamo il rispetto.
Stiamo tagliando le spese e ottimizzando le risorse, ed un programma sul post carriera ci sembra una delle cose più importanti su cui concentrare le forze.

Offriamo assistenza legale gratuita, sempre: gli accordi economici vanno onorati.
Siamo al fianco delle iniziative di solidarietà, come Slums Dunk e Special Olympics, fatte dai giocatori e con i giocatori per chi è più debole.

Abbiamo aperto alla femminile, con un altro Capitano nella nostra squadra: Raffaella Masciadri.

Siamo in prima linea, e questo grazie a chi ogni giorno ci mette la faccia e il cuore, come Mario Boni, numero uno assoluto, e tutti i componenti del direttivo e dello staff GIBA.
È passato soltanto un anno, siamo solo all’inizio, la strada da fare è tantissima e senza dubbio in salita. La nostra forza sono gli atleti e le atlete, ai quali una volta di più chiediamo di essere al nostro fianco.

Chiamateci, scriveteci, rispondete ai nostri sondaggi, attaccateci. In una parola: partecipate!
GIBA Magazine è la vostra e la nostra voce. Un periodico che raccoglie l’eredità di GIBA Press, ma che sarà solo online, consentendoci di risparmiare. Fateci sapere cosa ne pensate.

Noi siamo qui, in prima linea, con il sorriso.

Alessandro Marzoli
Presidente GIBA

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GENERALI - Financial Planner

Basket e Risparmio
BANCA GENERALI IN CAMPO CON GIBA

Banca Generali scende in campo nel basket, al fianco di GIBA.
La partnership tra la società leader nei servizi di investimento e il sindacato dei giocatori di basket rappresenta un’intesa innovativa per gli accordi di reciprocità e di valorizzazione delle competenze.
L’istituto triestino è ormai una realtà affermata nel mondo finanziario e nella gestione del risparmio dove vanta una posizione di leadership. La società presenta una gamma completa di offerta di prodotti bancari, assicurativi e di risparmio gestito al servizio di famiglie imprese ed istituzioni. Eccellenza nella pianificazione finanziaria – con 1.450 professionisti di grande esperienza – ed assenza di conflitti di interesse in un’architettura aperta d’offerta rappresentano una miscela di elementi che trovano crescente consenso tra i clienti e successo tra gli investitori.
Nel giro di pochi anni, le masse gestite per la clientela sono aumentate dai 19 miliardi di euro del 2008 ai 27,4 miliardi di giugno 2013, con un totale dei clienti che si avvicina alle 250 mila unità.
In borsa, il titolo Banca Generali negli ultimi 5 anni di crisi dei mercati è stato tra i migliori dell’intero mercato, con un ritorno per gli azionisti di quasi il 400%.

GENERALI - Pagina

L’accordo tra Banca Generali e la GIBA nasce grazie alla passione per il basket di Moreno Sfiligoi, ex giocatore professionista e ora consulente finanziario per l’istituto triestino. Cresciuto nell’Unione Ginnastica Goriziana, di cui ora è Presidente, Moreno ha calcato per oltre 18 anni i parquet della serie A e B italiana tra Gorizia, Mestre, Verona, Rimini e Bologna, sponda Fortitudo.
«Durante i miei anni da giocatore mi sono interessato anche agli aspetti esterni al campo,comunque parte integrante di questo mondo; sono stato infatti anche Consigliere di GIBA – dice Sfiligoi – ai tempi in cui ero giocatore e ritrovare nella GIBA Mario Boni Vice Presidente ed il Segretario Generale Anne Marie Litt “storica” anima dell’Associazione è davvero piacevole. Devo dire, francamente, di essere rimasto lusingato che la scelta del Presidente Alessandro Marzoli e del Consiglio sia caduta, oltre che su una società come Banca Generali, anche su di me. Collaborare con il sindacato dei giocatori per garantire ad ogni affiliato, professionista o non professionista, un livello di servizio adeguato è quello che il nostro istituto si propone di fare».
Con questo accordo, Banca Generali approfondisce ulteriormente la propria presenza nel mondo dello sport.
Già sponsor di campioni portatori di talento e determinazione come Alessandro Del Piero (nel calcio) e Federica Brignone (nello sci), da diversi anni porta avanti iniziative di sensibilizzazione tra i bambini sui valori che l’attività sportiva racchiude. Sensibile al valore della responsabilità sociale d’impresa, la società sostiene poi progetti dedicati all’educazione finanziaria e alla cultura, con una spiccata attenzione anche al territorio e alle eccellenze da valorizzare a livello locale.

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Basket e Dilettanti
COME FUNZIONA LA TASSAZIONE DEI COMPENSI

Avvocato
A partire dalla corrente  stagione sportiva, conseguentemente alla nuova organizzazione dei Campionati Federali che, tra l’altro,  ha comportato la limitazione del  riconoscimento dello status di professionisti e, dunque, di lavoratori subordinati, giusto quanto previsto dalla Legge 23 marzo 1981 n.91, ai soli atleti tesserati per le società partecipanti al massimo campionato di Serie A, si è estesa la platea dei giocatori interessati alla specifica disciplina del trattamento fiscale delle somme percepite per lo svolgimento di attività dilettantistica (rectius non professionistica).

L’art. 67, comma 1 lett. m), del Decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986 n. 917 ricomprende tra i c.d. redditi diversi “le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche, e quelli erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto.

Con disciplina di particolare favore il successivo art. 69, comma 2, prevede che le indennità, i rimborsi forfettari, “non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo d’imposta a 7.500 euro” e che, del pari,  non concorrono “a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale”.

Su tale punto è opportuno evidenziare che  la nozione di “prestazione effettuate fuori dal territorio comunale”  faccia riferimento  al luogo ove ha  sede la società o l’associazione e non anche al luogo di domicilio e/o residenza dell’atleta.

Da ultimo l’art. 25, comma 4,  della Legge 13 maggio 1999 n. 133 e successive modificazioni  disciplina un peculiare meccanismo di “tassazione” sulla parte eccedente i 7.500 euro anni in virtù del quale le società ed  associazioni eroganti sono tenute ad operare una ritenuta nella misura fissata per il primo scaglione di reddito dell’imposta sulle persone fisiche (anche per l’anno 2013 pari al 23 %) maggiorata delle addizionali di compartecipazione, regionali e comunali, all’imposta sul reddito delle persone fisiche per “la parte imponibile dei suddetti redditi compresa fino a lire 40 milioni (euro 20.658,28) ed è a titolo di acconto per la parte imponibile che eccede il predetto importo”.

Recentemente (Risoluzione n. 103 dell’11 dicembre 2012) l’Agenzia delle Entrate, ha chiarito sovvertendo un suo stesso precedente orientamento (Nota n. 2006/19456 del 29 dicembre 2006), inoltre, che le associazioni e società sportive in “sede di effettuazione della ritenuta a titolo di addizionale regionale di compartecipazione, dovranno individuare l’aliquota deliberata dalla regione nella quale il beneficiario dell’emolumento ha il domicilio fiscale”, e che dovranno operare le ritenute per addizionale di compartecipazione comunale con le aliquote deliberate dai comuni di residenza dei percettori.

Così, brevemente e non esaustivamente, delineato il quadro normativo di riferimento,  al netto dei “necessari”  tecnicismi e con la premessa che il termine annuo si riferisce non alla stagione sportiva bensì all’anno solare,  nella prassi potranno verificarsi le seguenti ipotesi:

1.L’atleta percepisce dall’1 gennaio al 31 dicembre somme (anche da soggetti diversi) fino a 7.500,00 euro. In questo caso le somme sono integralmente  esenti  da imposta.

2.L’atleta percepisce dall’1 gennaio al 31 dicembre somme (anche da soggetti diversi) ricomprese tra 7.501,00 e 28.158,28 euro. Le somme fino a 7.500,00 euro sono esenti da ogni imposta. Per l’eccesso e fino a 28.158,28 euro la società è obbligata a trattenere  a titolo di imposta il 23% oltre alle addizionali regionali e comunali (nella misura fissata dalla Regione e dal Comune in cui il giocatore ha domicilio fiscale) è poi a versarle al Fisco. Anche in questo caso l’atleta non è tenuto al pagamento di imposte poiché la società o associazione agisce come sostituto e le somme in queste limiti sono tassate definitivamente.

3.L’atleta percepisce dall’1 gennaio al 31 dicembre somme superiori a 28.158,28 euro.  Le somme fino a 7.500,00 euro sono esenti da ogni imposta. La società deve operare una ritenuta a titolo d’acconto nella misura del 23% maggiorata delle relative addizionali di compartecipazione all’Irpef, sulla somma eccedente. L’atleta deve provvedere a versare ulteriori imposte calcolate con il normale criterio di progressività, partendo dall’aliquota corrispondente al reddito di euro  20.658,00 (28.158,00-7.500,00).

Volendo esemplificare. L’atleta, avente residenza e domicilio fiscale in L’Aquila nel corso della stagione sportiva 2011/2012 è tesserato per la società dilettantistica Y e percepisce da gennaio 2012 a giugno 2012 la somma di euro 4.000,00. Nella stagione sportiva 2012/2013 viene tesserato per la società Z e percepisce da luglio 2012 al 31 dicembre 2012 euro 7.000,00.

In tale situazione risulta che all’atleta vengono corrisposti, nell’anno solare 2012, euro 11.000,00 (4.000 + 7.000) e, pertanto, l’associazione sportiva Z all’atto dell’erogazione degli ulteriori 3.500,00 euro ha dovuto operare e versare entro il giorno 16 del mese successivo a ciascuna erogazione eccedente la soglia di 7.500 euro, la ritenuta a titolo definitivo formata da: aliquota 1° scaglione Irpef + addizionale regionale deliberata dalla Regione Abruzzo + addizionale comunale deliberata dal Comune de L’Aquila.

Più in particolare:
Compenso lordo erogato nel 2012 euro  11.000,00
Soglia di esenzione euro 7.500,00
Eccedenza soggetta a ritenuta a titolo d’imposta euro  3.500,00
Aliquota Irpef primo scaglione  23%
Addizionale Regionale all’Irpef (base) deliberata dalla Regione Abruzzo per il 2012 1,50% (fascia di reddito fino a 15.000 euro)
Addizionale Comunale all’Irpef deliberata dal Comune de L’Aquila per il 2012  0,60% (con esenzione per i dei redditi fino a 15.000 euro).

Tradotto in cifre: euro 3.500,00×23%=euro 805,00 a titolo di  ritenuta Irpef;  euro 3.500,00×1,50%=euro  52,50 a titolo addizionale regionale all’Irpef; euro 3.500×0=euro  0,00 a titolo di  addizionale comunale all’Irpef per importo inferiore a 15.000 euro.

Occorre ricordare, come si evince dall’esempio sopra riportato, che per anno si intende l’anno solare dal 1 gennaio al 31 dicembre e non la stagione sportiva (1 luglio/30 giugno).   Le somme percepite quali atleti dilettanti, pertanto, nei periodo  Gennaio/ Giugno si sommano, per il fisco, a quelli del periodo  Luglio/Dicembre.

Anche per tale ragione, l’atleta nell’atto in cui riceve dalla società o associazione sportiva dilettantistica delle  indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa,  premi o  compensi è tenuto a rilasciare  alla società o associazione sportiva una dichiarazione con cui attesta di non avere percepito nel medesimo anno solare altri redditi della stessa natura  oppure di averli percepiti indicandone l’entità.

L’atleta è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi  (Mod. UNICO o 730) nel caso in cui:

a) le indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa,  premi o  compensi superino complessivamente la somma di euro  28.158,28 in un anno solare;

b) le indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa,  premi o  compensi, pur non superando la soglia di 28.158,28, non costituiscono l’unico reddito per l’atleta. Infatti, in presenza di altri redditi,  le somme erogate per l’esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica, assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta (dunque superiori ai 7.500,00 euro) , concorrono a formare la base imponibile ai fini della determinazione delle aliquote per scaglioni IRPEF.

Viceversa, non sono tenuti a presentare dichiarazione dei redditi i soggetti che, nel periodo d’imposta, hanno percepito esclusivamente  indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa,  premi o  compensi ricompresi nella quota esente fino a euro  7.500,00 oppure  nella fascia di reddito assoggettata a ritenuta a titolo d’imposta (oltre euro 7.500,00 e fino a euro  28.158,28) a condizione che, come detto sopra,  costituiscano l’unico reddito dell’atleta.

Dal canto loro le società e/o associazioni sono tenute a:

1. richiedere, all’atto della corresponsione indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa,  premi o  compensi, il rilascio da parte dell’atleta di una dichiarazione con cui attesta di non avere percepito nel medesimo anno solare altri redditi della stessa natura  oppure di averli percepiti indicandone l’entità;

2. certificare all’atleta l’entità delle somme corrisposte, delle eventuali ritenute effettuate   entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di erogazione. A riguardo è consigliabile per gli atleti, ove la società o associazione ometta tale adempimento, di attivarsi, a mezzo formale comunicazione scritta, richiedendo la trasmissione del documento;

3. dichiarare nel modello 770 i compensi corrisposti , anche se del tutto esenti ossia inferiori ai 7.500, 00 euro.

Domenico Zinnari
Avvocato

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GIBAmici
ACHILLE POLONARA

Una rubrica per conoscere meglio donne e uomini della pallacanestro italiana.
Tocca ad Achille Polonara, giocatore del Varese.

Achille Polonara Varese

Soprannome?
Polonair.

Segno zodiacale?
Sagittario.

Il tuo miglior pregio?
La generosità.

Il tuo peggior difetto?
L’impulsività.

Cos’è per te il basket?
Tutto. Ho sempre basato la mia vita sul basket.

La persona più ammirata nel mondo del basket?
Michael Jordan.

Il tuo sogno da realizzare nel basket?
Arrivare in NBA.

Il tuo sogno da realizzare nella vita?
Avere una famiglia in salute.

Squadra di calcio del cuore?
Juventus.

Squadra di basket del cuore?
Nessuna.

Facebook o Twitter?
Twitter.

Porto franco. Il tuo pensiero finale in libertà?
Enjoy the life.

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GIBA e Europa
LE ASSOCIAZIONI DI CUI GIBA E’ PARTE ATTIVA

2013_07_06 - Anne Marie Litt - GIBA FB
A cosa servono le associazioni Europee e Nazionali di cui GIBA è parte attiva?
Certi problemi nel basket nascono a volte da regole e Leggi che esulano da quelle italiane.. Ricordiamo tutti la sentenza Bosman che, di punto in bianco, nel 1995 ha aperto le frontiere, con effetti rivoluzionari sul modo di regolare il basket nei paesi europei ed i trasferimenti dei giocatori da un paese all’altro.

In Italia, nel nostro sport è stato abolito progressivamente il vincolo ed i nostri atleti sono potuti andare a giocare negli altri paesi come liberi lavoratori. Poi, passati i primi anni in cui lo svincolo e la libertà hanno portato gioie per i giocatori – liberi dalla schiavitù di appartenere ad un club – e dolori per i club – che a bilancio non potevano più segnare il valore di un giocatore – si sono presentati altri effetti, fra i quali:
- disinteresse per i vivai, non potendo più contare su una redditività del cartellino;
– diminuzione investimenti sui giovani;
– mancanza di giocatori giovani nostrani e interesse crescente verso l’estero, alla ricerca di giocatori meno costosi, ma non per questo più bravi;
– abbassamento del livello della nazionale italiana e dei nostri campionati, totale deregulation e cambio continuo delle regole;
– ricerche e strategie, spesso sbagliate, per  imporre la salvaguardia dei vivai, con l’obbligo degli Under nei vari campionati, cosa che di fatto ha distorto i risultati, illuso tanti giovani, e creato ingiustizie;
– istituzione parametri da suddividere tra club e Federazione, per la necessità di finanziare i vivai ormai quasi scomparsi;
– uscita del secondo campionato dal professionismo, malgrado di fatto questo rimanga un campionato di professionisti, con il vantaggio per i club di costi e tasse ridotti e con lo svantaggio per i giocatori di meno tutele sociali.

Molte cose ancora sarebbero da riportare, ma non sono qui per fare un trattato sul dopo Bosman.
Ho citato, in maniera superficiale, questo evento storico nelle regole dello sport europeo che hanno dato inizio a cambiamenti importanti, rinforzati dalla crisi economica globale, oltre alle ingerenze delle regole imposte dalla UE, in materia di libera circolazione che hanno invalidato i tentativi di protezione del giocatore italiano, riconoscendo però, in seguito a varie battaglie, una certa legittimità specifica allo sport di poter ricorrere ad un numero minimo di giocatori “home grown”, quindi non italiani per nazionalità, bensì per crescita e cultura/scuola di basket italiano.
Altrimenti, è ormai vietato citare l’obbligo di italiani in campo, ma si può eventualmente parlare solo di “home grown” e cioè giocatori che abbiano fatto un minimo di anni di giovanili in Italia. E, comunque, molte sono le istanze depositate in UE per cercare di annullare anche questa concessione.

L’eventuale lavoro per modificare queste regole avviene non localmente, ma a livello di Unione Europea. Perciò, negli ultimi anni sono nate varie associazioni Europee di Sportivi, che hanno proprio lo scopo di tutelare i giocatori e di lavorare a livello UE su queste regole, che hanno effetti in tutta Europa e per tutti i giocatori.
Parliamo di regole relative a: giocatori “home grown”; regolamenti WADA (procedure anti-doping); garanzie minime per gli atleti che vivono di sport; salute; infortuni; privacy; sicurezza; agenti; rischi relativi alle scommesse sul proprio sport; post-carriera (dual career) e cioè preparazione ed accompagnamento per il nuovo lavoro, a fine carriera sportiva.
Lavorando su queste tematiche a livello UE, aumentano le possibilità di migliorare le leggi, oltretutto su larga scala. In alcuni paesi UE ci sono già accordi collettivi, ma sono davvero pochi e, comunque, certe tutele devono essere direttamente conseguenze di emanazioni di direttive UE.
E più importante è il numero di associazioni di giocatori (anche di altri sport)  presenti a questi lavori, più possibilità abbiamo di far cambiare le cose che non vanno, attraverso progetti finanziati dalla UE, partecipando a seminari e conferenze, studiando e tenendosi aggiornati sulle leggi e direttive che regolano lo sport, confrontandoci anche con associazioni di atleti si sport diversi.

Anche noi della GIBA siamo impegnati anche su questo fronte e collaboriamo attivamente con alcuni enti, come quelli che elenco.

UBE – Union Basketteurs d’Europe. http://www.ubeplayers.com/
Unione delle associazione sindacali di basket in Europa. UBE è stata promotrice del primo progetto finanziato dalla UE “Working conditions of Basketballplayers in UE” , di cui trovate nel sito il report.

CIDS – Confederazione Italiana Degli Sportivi. http://www.cidsitalia.it/
È una associazione che rappresenta associazioni sindacali italiane di sportivi nelle discipline di basket, calcio, pallanuoto, pallavolo, rugby, ciclismo, etc.. Si tratta di una associazione in crescita, che sta lavorando su argomenti a noi particolarmente cari, quali ad esempio la pensione ex-Enpals,  attualmente non funzionante a causa dell’inglobamento da parte dell’Inps (a seguito della riforma “Fornero”), che intende negare alcuni privilegi conquistati negli anni per gli sportivi, adeguandoli a tutti i lavoratori. CIDS si sta adoperando per riportare diritti usurpati e si occupa anche della riforma della Legge 91, del rapporto con il CONI e con il Comitato Olimpico degli Atleti.

EU ATHLETES – European Elite Athletes. www.euathletes.org
È una Federazione che rappresenta associazioni di  giocatori professionisti di tutta  Europa. EU ATHLETES ha già svolto diversi progetti in collaborazione con la UE e finanziati dalla stessa. In particolare, segnalo quello  sulle condizioni di lavoro degli atleti nella UE,  il lavoro e le battaglie per il rispetto degli atleti nelle procedure WADA, la ricerca di essere rappresentati e partecipare ai tavoli decisivi per le questioni che riguardano gli atleti. Attualmente è  impegnata nel progetto UE del “Social Dialogue” che durerà due anni , periodo di lavoro impiegato per la realizzazione di un contratto riportante le condizioni minime di tutele lavorative nei paesi UE per gli atleti professionisti. Ricordo anche il progetto di educazione all’integrità sportiva (http://www.protect-integrity.com/), che stiamo sviluppando e curando come GIBA.

UNI-GLOBAL – Union Europa Sport Pro. http://www.uniglobalunion.org/sectors/sport/europa-sport
È uno dei  sindacati europei  più attivi nelle battaglie per la difesa dei diritti dei lavoratori. Lo sport ha un settore  specifico grazie ad EU ATHLETES, che a furia di bussare alla sua porta è riuscita ad accreditarsi e farsi apprezzare. UNI è importante perché è riconosciuta dalla UE, che le ha affidato il compito di creare incontri costruttivi con i rappresentanti dei datori di lavoro, allo scopo di definire le normative in un clima di collaborazione. Per lo sport, l’organizzazione dei  rappresentanti dei datori di lavoro (l’equivalente delle nostre Leghe di basket) si chiama EASE.

Le varie associazioni stanno studiando la realizzazione di un contratto di base per gli atleti nella UE.
I cambiamenti, parlando di Europa, non si ottengono tempestivamente, ma partecipare agli incontri e lavorare con tutte queste organizzazioni, permette di costruire per un futuro migliore per tutti i nostri atleti.

Vi invito a visitare i vari siti, perché già si possono apprezzare i primi risultati.

Anne-Marie Litt
Segretario Generale GIBA

 

GIBA – Giocatori Italiani Basket Associati

 

Author: Giba

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