GLI ITALIANI SALVERANNO IL BASKET ITALIANO

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Sulla “questione giocatori italiani”, la GIBA desidera evidenziare quanto segue.

Il presupposto da cui partire è il seguente: come già dimostrato dall’Associazione giocatori, carte alla mano, i nostri atleti sono i più penalizzati in Europa.

Le regole “a protezione della specie”, che comunque sono meno incisive rispetto ad altri paesi europei (si veda il precedente comunicato stampa GIBA, al link http://www.giba.it/giocatori-italiani-i-piu-penalizzati), sono oggi indispensabili per evitare l’estinzione della specie stessa.

Condividiamo l’esigenza di premiare il merito, ed è giusto che in campo giochi chi vale, ma in un sistema in cui è più semplice vivere alla giornata piuttosto che programmare ed investire per il futuro, le regole che oggi consentono agli italiani di non sparire vanno difese.

Allo stesso tempo, siamo convinti che saranno proprio i giocatori italiani a salvare la nostra pallacanestro.

Il Presidente FIP è molto sensibile sul tema, è vicino agli Azzurri e ha più volte richiamato l’attenzione dei club sull’importanza di far giocare gli italiani.

Non si tratta solo di costume, anche se è bello vedere come i tifosi, soprattutto i più giovani, tendono ad identificarsi negli atleti del nostro Paese, ma è materia importante anche in ottica Nazionale.

Molti ricordano quando c’erano solo due atleti extracomunitari e un nucleo forte di italiani in ogni squadra. Altri tempi, senza dubbio, ma siamo sicuri che oggi quel sistema non potrebbe funzionare?

La GIBA presenterà nuovamente tre proposte per il futuro, nei prossimi incontri con la FIP e con la nuova governance della Lega Basket.

Nel frattempo, lanceremo un sondaggio sul nostro sito, per chiedere pubblicamente qual è l’idea migliore per valorizzare i giocatori italiani.

GIBA – Giocatori Italiani Basket Associati

Author: Giba

One Response to "GLI ITALIANI SALVERANNO IL BASKET ITALIANO"

  1. Stefano Storoni Posted on 30 settembre 2014 at 16:04

    Fare il giocatore di pallacanestro non è più un lavoro per tutti. Da qui la scomparsa di molti attori che anche da settori giovanili medio-piccoli si trasferivano in altri più grandi per diventare giocatori veri.
    Lo sport italiano è stato tenuto in piedi solamente dagli sponsor. Completa assenza di Leghe, Federazioni e Istituzioni. Quando gli sponsor sono venuti a mancare, il sistema è crollato.
    Un allenatore che fino a ieri aveva una prima squadra, ora è costretto ad allenare altre 2-3 formazioni giovanili, spalmando su più squadre la propria capacità con il risultato di disperdere la propria abilità.
    Da noi le regole sugli italiani hanno creato solo una cosa: abbiamo italiani medio-scarsi che prendono più di USA più forti di loro. Il risultato è di avere squadre poco competitive rispetto alle altre europee.
    Se togliessimo al calcio i diritti TV, la soluzione sarebbe molto simile.
    Le regole sui parametri poi non fanno che acuire il problema, soprattutto nelle leghe minori, vero bacino di giovani da passare ai vivai professionisti. Per far crescere i giovani è necessario affiancargli giocatori d’esperienza e molto spesso i loro parametri vanno in FIP perchè le società da cui provengono non ci sono più oppure sono aperte solo sulla carta, con tesserati fittizi, prestati in cambio di un pò di soldi.
    Il sistema basket è corrotto nell’animo e ricco di regole che gli stessi dirigenti FIP ti invitano ad aggirare. Un esempio sono le regole per iscrivere una squadra in Serie D: serve una squadra giovanile per dimostrare di fare settore giovanile, ma in pochi lo fanno, per cui si “compra” da un’altra società con il benestare della FIP che è interessata solo ai pagamenti delle tasse in orario. Se non lo fai ti estromettono dal campionato e ti squalificano.
    Serve un vero presidente FIP e consiglieri che vivono lo sport nelle palestre, non dagli uffici di qualche palazzo di vetro.
    Buon lavoro a tutti.