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Lunedì 26 Aprile 2010 10:53 |
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La componente dei giocatori esprime profondo dissenso nei confronti delle recenti decisioni del Consiglio Federale in tema di riforma dei campionati. In particolare: 1) La proposta di consentire ai club di Legadue di aumentare il numero di giocatori americani da 2 a 3 appare sconcertante, e stride clamorosamente con l’obbiettivo sbandierato di favorire l’impiego di un numero maggiore di giovani giocatori italiani. Per un verso si impone ai club di schierare almeno 3 giocatori under (addirittura 4 dalla stagione 2011/12), sfidando le leggi nazionali ed europee in tema di discriminazione tra lavoratori per ragioni di età, e per altro verso si autorizzano le stesse società a giocare con 3 americani, uno in più rispetto alla stagione corrente. Ogni richiesta di spiegazioni sul senso e sulla logica di una simile contraddizione è rimasta priva di risposta. 2) La decisione di introdurre un nuovo campionato tra la Legadue e la Serie A dilettanti comporta un pauroso declassamento di tutti i campionati della LNP, con conseguenze sull’intero movimento ad oggi non immaginabili. L’ulteriore decisione di imporre in tale nuovo campionato un numero esorbitante di atleti under è inutile, come dimostra il naufragio degli analoghi esperimenti del passato, e comporta una serie impressionante di conseguenze dannose: a) alimenta un assurdo mercato parallelo nel quale la valutazione economica dei giocatori under è clamorosamente gonfiata; b) illude un gran numero di atleti che non avrebbero alcuna chance tecnica di giocare un campionato professionale, e che sono destinati ad essere accantonati al superamento dell’età soglia; c) determina un sicuro scadimento qualitativo dei tornei; d) impedisce ai club di programmare nel medio o lungo periodo, stante la incompatibilità di tale regola con quelle previste nei tornei che stanno sopra ed in quelli che stanno sotto; e) penalizza senza motivo i giocatori senior ai quali, dopo una vita dedicata al basket, non può essere sottratto il diritto di giocare ai livelli che competono loro, fino a che ne hanno voglia, capacità e convenienza. L’auspicata riforma non passa necessariamente dallo stravolgimento di formule collaudate negli anni. Basterebbe garantire il rispetto delle regole e l’equità competitiva dei club, anche attraverso la imposizione di parametri di partecipazione economici ed organizzativi, e prevedere un sistema di incentivi economici (il bilancio federale supera i 30 milioni di euro e si è chiuso con un utile di oltre 1,5 milioni) per i club che producono atleti e li utilizzano, favorendone la formazione- La GIBA, in accordo con la LNP, adotterà iniziative di sensibilizzazione e di protesta, al fine di rendere note agli addetti ai lavori ed agli appassionati le incongruenze delle scelte federali, che si auspica vengano rettificate già in occasione del prossimo Consiglio Federale del 5 giugno.
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